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E tu mi chiedi perchè piango?

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IV (ignorare fa male) Mi chiedi perché piango? Mi fa male quando non mi vedi. Mi fa male quando non mi tocchi. Mi fa male quando non mi baci. Mi fa male quando non mi parli. Mi fa male quando non mi guardi. E mi chiedi perché piango! tratto da Di Fuoco e Megalito Marco Greco | vedi libro |

Non v'è alcun guadagno a chiamarsi fuori!

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In un luogo e in un tempo questo mondo e l’ora presente in cui la guerra è ancora sovrana e il sangue sempre scorre mi si insegna che il dialogo mai è atto ora dovuto. Ma a chiamarsi fuori non vi è guadagno. D’altronde siamo tutti dentro, l’accaduto, e incollato il deretano al solo scanno a me votato, quello ingrato: della vittima, della donna, della molestata, dell’aggredita, dell’ignorata , apprestato nell’isolamento, quello stesso mi concede, almeno lui, di vedere già le ombre di un agire creduto acconcio. tratto da La violenza dentro | Lettere a Dafne Metilde S | vedi libro |

Non v’è grandezza ne coraggio nel gergo dell’aggressore!

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Qualsivoglia sia il campo, mia fidata, nella nostra società siamo spesso esposti a un gergo dell’aggressore . Le parole feriscono e ripetere le loro distorsioni minaccia di leggere il corpo, di una donna ancora e oltre, come se fosse una proprietà, un oggetto su cui campare un diritto, solo e sempre a violare. L’offesa della molestia e dell’abuso è ad accendersi pure senza l’impiego di una forza bruta. Più della violenza spesso mezzo di violazione sono l’intimidazione sottile, le astute tecniche psicologiche, le strategie emotivamente coercitive a rivelarsi più efficaci nel rendere docile il corpo da soggiogare. Lo annunciai già a suo tempo in quell’altra sede … non è celeste la mente che ordisce  il governo indiscusso di un Altro assoggettato. tratto da La violenza dentro | Lettere a Dafne Metilde S | vedi libro |

Di una mente avara e il suo supplizio!

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Contrariamente a Euripide e le sue Baccanti l’ebbro invasato irrompe sulla scena dimenandosi convulsamente, come in preda a un’energia rabbiosa: ha covato odii, rancori, insane passioni sotto la cenere per un lungo tratto di esistenza, ha allevato senza mai stancarsi insoddisfazioni e scontenti come una serpe scaldata in petto in una sera d’inverno. Celebra l’amaro arcano della sua condizione fissata blandendo i confini ristretti di una mente avara: il suo supplizio è quando scopre di non potere tutto. tratto da Una pagina di ordinaria follia a Civita Lucana Marco Greco | vedi libro |

L'invasione della menzogna | Anno Domini 2022

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Che le intenzioni alla base delle nostre scelte non si realizzino sempre l'ho scoperto quel lontano dì in un caffè del posto. Il mio intento quel giorno era molto sobrio e modesto: bere un caffè in santa pace! Mentre stavo sorseggiando il mio fumante viatico nero si avvicina un signore del luogo noto ai più come filosofo anti-poeta, e, con sorriso sardonico, sibila:"Sei in torto, caro poeta!" "E voi ora mi insegnerete la ragione, giusto?" "La ragione è il mio pane quotidiano e dovrebbe essere anche il tuo. Sappi che la guerra in atto è la risposta barbara di un popolo ignorante all'offerta da parte di una nazione superiore di elevarsi alla loro grandezza. Ed è la mancanza di resa incondizionata e cessione di territorio da parte di un popolo incolto che blocca la grandiosa ascesa di una nazione che ruglia dalle pianure siberiane alle sette colline rosse. La resistenza fedifraga messa in atto da questi ribelli fedeli al Tridente è intollerabile e per

Una pagina di ordinaria follia a Civita Lucana | eBook Trailer

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Un Fatto. Un Luogo. Un’Esistenza. Una storia di ordinaria follia.

Quanto tormento senza amore!

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Quanto dolore e quanta sofferenza ho patito lontano da te. Quanta tristezza e quanta malinconia ho provato rinunciando a te . Quanti errori e quante illusioni ho vissuto senza di te. tratto da Il mare nel cuore Marco Greco | vedi libro |

Senza cura e attenzione resta solo fatiscenza!

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Camminando per i vicoli e le vie intimamente suggestivi di un borgo Sapri all’anagrafe nel Golfo di Policastro l’occhio cade inevitabilmente si adagia, indugia, poi si scontra inesorabilmente con la dimensione quell’infausta e lacerante della fatiscenza . Il sospetto dell'inevitabile riecheggia per le vie e regala a chi l’ascolta una panoramica dell’esistente che ferisce e che lascia un po' di amaro in bocca. tratto da SAPRI | L'ombra fatiscente di un vecchio mondo Sabina Greco | vedi libro |

Il mare nel cuore | eBook Trailer

In un mondo in cui regna  ciò che è la giusta forma e il contenuto, pur ricco, è ridotto a poca cosa a soffrirne è la libertà di espressione fluente d’un profondo dentro di noi.